Conquistando
il secondo posto generale nell’evento a Matterly Basin nel
GP d’Inghilterra, con la vittoria nella 1°manche del
giovedì ed un 3 posto nella 2°manche del sabato, Kiara
ha coronato il suo sogno laureandosi Campione Del Mondo femminile
di Motocross. Titolo, giunto dopo una trionfale stagione nella
quale ha dominato il campionato raccogliendo: 5 vittorie, 2 secondi
ed 1 terzo posto, con ben 10 successi di manche.
Dopo la vittoria nella 1° manche del giovedì, gli sarebbe bastato
conquistare un solo punto nella seconda gara del sabato per raggiungere
la certezza matematica del titolo, ma la seconda manche dell’appuntamento
non è stata esattamente una semplice formalità: alla terza curva è caduta
nel tentativo di un sorpasso, la moto, che sembrava non ripartisse,
sono stati secondi d’ansia per il team ed i suoi tifosi, ma la
sua Yamaha gli a permesso di rimettersi in corsa, benchè
ultima e staccata dal resto del gruppo, a iniziato una splendida
rimonta fino alla terza posizione, raggiunta già a metà gara e
conservata fino alla bandiera a scacchi, preceduta sul traguardo
solo dalle due più agguerrite rivali, la francese Livia Lancelot
e la britannica Natalie Kane.
"Sono
contenta". Ho vinto il mondiale, ma non riesco ancora ad assaporarlo.
Volevo vincere la manche e quando sono caduta ho detto: nooo non è possibile.....
Ho ripreso la moto e sono ripartita, ero molto rigida e non riuscivo
a guidare come volevo. Così ho pensato che era meglio piazzarsi
terza e chiudere il gran premio seconda.
Volevo vincere qesto GP.
Però a volte le cose non vanno come vogliamo, dai mi consolo, sono
campione del mondo. Dedico la vittoria ai miei genitori, al team
a tutti quelli che mi vogliono bene. Ora mi rilasso e domani penso
che mi gusterò di più il successo, adesso sono emozionata e un
po' arrabbiata per la gara. Ho un mix di sensazioni che non so
spiegare.
Quando la motocicletta è femmina Kiara, ritratto di una campionessa
È la prima italiana a vincere il mondiale femminile di motocross. A soli 18 anni la parmigiana Chiara Fontanesi si è aggiudicata il titolo, anticipando la fine del campionato. A tu per tu con la giovane pilota del team Fontanesi gestito dalla famiglia con la collaborazione della Yamaha, ha fatto ricredere mezzo mondo su uno sport "per soli maschi". Alla faccia dei cliché sessisti che le moto le sanno portare solo i maschi, Chiara Fontanesi fa mangiare la polvere a molti suoi coetanei maschi. Nome di battaglia Kiara con la kappa. 18 anni, parmigiana da primato: è la prima italiana a vincere un mondiale di motocross femminile, a campionato non ancora terminato. IL TRIONFO A due settimane dalla gara decisiva per il titolo, in Inghilterra - dove si è piazzata terza quando le bastava arrivare 20esima per stappare lo spumante - la giovane pilota della Yamaha è al top della popolarità. Le televisioni la vogliono, i fotografi se la litigano, la stampa cerca già i primi scoop amorosi. Ma per Kiara il successo è passato in fretta, senza quasi rendersene conto. Due segnali: la pagina aperta (non da lei) su Wikipedia e il poter uscire da un negozio di moda senza pagare. Gentile omaggio degli sponsor che si fanno avanti. Ma che il clima da vittoria si è già esaurito, lo dimostra il suo nuovo look. Da biondissima per anni, all'improvviso adesso è mora. Altro colpo agli stereotipi femminili. "Mi piace cambiare - spiega - il mondiale è passato, ora inizia una nuova fase". La campionessa non ha mai smesso di correre, tra allenamenti e famiglia, che poi sono la stessa cosa. Nel team che la segue, la madre Roberta ("grande rompiscatole, ma la migliore amica") e il padre Massimiliano, alla sua mercé. Il fratello Luca, di cinque anni più grande, anche lui nel motocross. L'ispirazione che portò Kiara, piccolissima, in sella. Poi a 15 anni il primo mondiale su una 125. E mentre di giorno in giorno la scuola si faceva sempre più lontana, ecco che ti vince il campionato del mondo. Testarda, dura. Sensibile e instancabile. Puntigliossima col suo meccanico Silvio, quando è il momento di regolare la moto. "Se non la sente come la vuole lei non ci sale", dice lui. E come la guida? Con eleganza, assicura Silvio, ne avrebbe da insegnare anche ai suoi coetanei uomini. Basta vederla in uno dei tanti di tornei maschili a cui ha partecipato. E poi, ancora, sport da maschi? Guardate le sportellate che si tirano lei e l'eterna rivale francese Livia Lancelot, la Sophie Marceau delle impennate, appena scendono in pista. Roba da colpi proibiti. Col preparatore ci si allena in palestra, e poi più volte l'anno sui circuiti di sabbia, in Belgio. La stessa sabbia dove Kiara e il Team si sono ritrovati dopo il mega brindisi per celebrare la vittoria mondiale, prima di rientrare in Italia. Bicchieri di birra insieme agli altri piloti. E qualcuno si è addormentato perfino in sella alla sua Yamaha. Al risveglio, le congratulazioni di mezzo mondo via sms e internet. Il messaggio che le ha fatto piacere? Due righe del motociclista spagnolo Jorge Lorenzo su Twitter. Era radiosa, dice chi la conosce bene. Ma chi s'immagina già una relazione con qualche pilota straniero, dovrebbe guardare piuttosto a due passi da lei e chiederle di un certo Michi.
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